• Pubblicata il:
  • Autore: Diana
  • Categoria: Racconti orge
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Il negozio etnico

A soli 27 anni ho già fatto diverse esperienze, penso di non essere diversa da molte ragazze della mia età che, forse non lo ammettono ma, sono attratte dalle situazioni particolari più o meno pericolose, più o meno “strane” ma . senz’altro, intriganti.
Dopo aver cambiato casa per l’ennesima volta, è difficile per una ragazza sola, mi ritrovai a girare per negozietti etnici alla ricerca di qualcosa di esotico, tappeti o altro, per arredare il mio piccolo nido; da un amico mi è stato indicato un magazzino in effetti , appena entrata, mi sono ritrovata circondata da tappeti e cianfrusaglie varie, nell’aria c’era un profumo dolciastro, abbastanza stomachevole devo dire.
Mentre mi guardo intorno, un ragazzo mi si avvicina per chiedermi di cosa avessi bisogno, poi quando sentì che volevo solo guardarmi un po’ in giro si ritirò e mi lasciò girare da sola, dopo un quarto d’ora avevo deciso per un paio di lampade, allora cercai il ragazzo per trattare il prezzo, ricordai di averlo visto uscire da una tenda e la scostai chiamando
D : senta, senta, c’è nessuno?
Passata la tenda c’era una scala che cominciai a scendere sempre chiamando, ma non ci fu nessuna risposta, chissà dov’era finito; mi ritrovai in una stanza abbastanza grande con alcuni tappeti molto più belli di quelli nel negozio di sopra, poi un’altra porta ed un’altra scala che scendeva sempre più giù, aperta la porta sentii della musica che proveniva dal basso , allora scesi anche quella scala, scostai una tenda alla fine della discesa e quello che vidi fu stranissimo : un uomo e una donna che portava una maschera stavano facendo sesso in mezzo alla stanza in maniera, devo dire, abbastanza “acrobatica”, sembrava quasi che si muovessero al ritmo della musica, altri tre uomini stavano seduti su dei cuscini lungo il muro della stanza che fumavano e guardavano rapiti la scena.
Quello che notai subito era che la ragazza era molto bella e l’uomo che la stava scopando aveva un cazzo decisamente notevole, mi appoggiai alla parete e, subito, la mia mano corse sotto la mia minigonna, alla mia farfallina che già si stava bagnando, senza che se ne accorgessero guardai rapita le loro evoluzioni .
Mentre ero presa ed assorta in quello spettacolo dietro di me si materializzò il ragazzo che cercavo inutilmente da tempo, me lo ritrovai davanti all’improvviso, mi guardava e, mettendosi un dito davanti alla bocca mi fece capire di fare silenzio, poi mi prese per u polso e mi tirò via da quello spettacolo, risalendo di qualche gradino la scala si infilò in una porta che non avevo visto scendendo, un altro locale mi si parò davanti, molto più piccolo, solo un tappeto, dei cuscini, un paio di tavolini bassi ed un armadio, senza una parola mi fece sedere su uno dei cuscini, beh, quello che stavo facendo quando mi aveva trovato era inequivocabile, si girò e prese una tazza da uno dei tavolini e vi versò un liquido verde scuro contenuto in una specie di teiera, poi me la porse invitandomi a bere, era calda ma rinfrescante, una specie di tea, rimasi a fissarlo senza capire, lui stava in piedi vicino all’armadio, mi sentivo particolarmente bene, forse anche un po’ su di giri, sicuramente eccitata, dopo qualche minuto lui aprì l’armadio che era pieno di vestiti o, perlomeno così pensai finchè non ne tirò fuori un paio, in effetti più che altro erano dei veli trasparenti cuciti in modo strano e molto colorati.
Mi porse la mano per aiutarmi ad alzarmi, poi mi si mise davanti e mi slacciò la camicetta, non so perché ma lo lascia fare, poi mi slacciò la mini che scivolò per terra ai miei piedi, sganciato il reggiseno toccò alle mie mutandine, lo aiutai alzando ora una gamba ora l’altra, poi, mettendosi dietro di me mi sciolse i capelli che portavo legati in una lunga coda di cavallo, poi prese uno dei vestiti, me lo mise davanti come per provarne la taglia e me lo infilò dalla testa.
La schiena era nuda, un velo che arrivava alla cintura mi passava dietro il collo e mi copriva a malapena i seni, dalla cintura in giù solo una serie di veli più o meno lunghi di colori diversi; io lasciavo fare come inebetita, senza né la forza né la voglia di reagire, poi, sempre dall’armadio prese una maschera dorata e me la mise sul volto, poi, facendomi uscire dalla stanza ed indicandomi quella di prima dove avevo visto la coppia “acrobatica” mi disse : “ vai su”.
Non ricordo come arrivai in mezzo alla stanza, ma non c’era nessuno, ero sola, poi da un’altra porta entrò un uomo, praticamente nudo e con il corpo che sembrava ricoperto d’olio, mi si avvicinò e mi prese per mano, inginocchiato davanti a me scostò con le mani i veli che coprivano la mia farfallina ed usando le dita prima e la lingua poi cominciò a titillarmi la clitoride mentre stavo in piedi così in mezzo alla stanza vidi i tre uomini di prima, o almeno penso che lo fossero, entrare nella stanza e sedersi come allora .L’uomo davanti a me si alzò, tenendomi per la vita mi penetrò,mi lasciai andare all’indietro, i piedi sollevati da terra, tenuta solo per la vita da quell’uomo sconosciuto che, lentamente mi adagiò su un tappeto rimanendo dentro di me e poi, una volta sul tappeto cominciò a muoversi dandomi colpi lunghi e profondi che mi davano un enorme piacere, raggiunto l’orgasmo mi ritrovai, come una bambola tra le sue braccia, lui ancora non aveva raggiunto il piacere, mi fece mettere ginocchioni , davanti ad uno dei tre uomini intenti a fumare, poi si pose dietro di me e mi penetrò di nuovo, la mia farfallina, grata di tante attenzioni, grondava, intanto l’uomo davanti a me, continuando a fumare aveva scostato la sua tunica mostrando un pene eretto proprio davanti al mio viso, sempre con una mano mi prese per i capelli e portò la mia bocca a lambire quello scettro di carne.
Mentre venivo, piacevolmente e profondamente scopata da dietro, inizia a leccare quel cazzo duro partendo dai coglioni, poi sempre a lingua aperta, ne misurai l’asta, ne mordicchiai il filetto e, a piccoli e veloci colpi di lingua ne scolpì la cappella prima di imboccarla e cominciare a succhiare e leccare come avevo imparato a fare elui , con la mano sulla mia testa, ne guidava il movimento;
Sentii delle mani sui miei seni, erano gli altri due che si erano inginocchiati al mio fianco, finalmente quello dietro di me, con un urlo gutturale mi inondò la schiena con il suo sperma caldo e denso, mentre quello davanti a me, mi teneva per la testa per farmi inghiottire il suo.
Mi tremavano ancora le gambe per gli orgasmi che uno degli altri due si era messo dietro di me e forzava il mio buchino posteriore la mia carne avvolse il nuovo ospite, quando lo sentii quasi tutto dentro di me, spinsi indietro di colpo la schiena facendomi impalare fino in fondo, Dio che sensazione travolgente, il dolore per quella penetrazione passava in secondo piano rispetto al piacere che provavo, sono una delle poche donne, forse, che gode anche quando viene penetrata nel buchino posteriore, senza la necessità di titillarmi la clitoride, quei colpi mi lasciavano senza fiato, quando, dopo poco, lui venne dentro di me, il suo amico lo sostituì dandomi un’altra scossa di piacere, poi, dopo l’ennesimo orgasmo, venni lasciata lì, stremata, sul tappeto e mi addormentai.
Quando mi risvegliai ero completamente vestita, seduta su una comoda poltrona del negozio, mi affrettai ad alzarmi e ad uscire, che bella idea quella di girare per negozi etnici.

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30/06/2015 10:08

squalo

sempre piu' tonni!

29/06/2015 17:24

anto

sei in toscana fatti sentire

28/06/2015 14:37

ettore

e' la prima volta che vengo su questo sito! questa storia e ' falsissima ; pero ' è intrigante ed e' scritta bene!

27/06/2015 23:46

diana

ribadisco il fatto che non apprezzo i film porno, ringrazio per il complimento circa la qualità del racconto, per il fatto poi che determinate situazioni sembrino irreali vorrei dirvi che, spesso, la realtà supera la fantasia. un bacio

27/06/2015 23:33

Roby

Si capisce subito che è una stronzata, ma è scritta bene.

27/06/2015 23:23

pierfrancesco

ricoverate diana! e' rimbambita da tutti i film porno che vede!! diana ma smettila di scrivere queste stronzate!!

18/07/2015 22:57

Camillo 2

TUTTI I CULATTONI SONO DEI MALATI -Parola di Francesco Armadori e Camillo 2

17/07/2015 15:21

PINO

mi piaci come scrivi

03/07/2015 14:37

Zeta

Diana ha scritto un bel racconto, somiglia molto ad un sogno per le atmosfere ed il susseguirsi di quelle immagini... che non sia una storia veramente accaduta può essere, ma francamente a chi importa? Spesso la "realtà" è troppo banale, meglio leggere storie del genere

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