L'unica volta con un uomo

Era insopportabile.
Il tipico estremista che classifica come nemici tutti quelli che non la pensavano esattamente come lui.
Mi ero sforzato, durante quel weekend in montagna a casa di amici, di instaurare una comunicazione sulla base di ragionamenti razionali, ma era stato inutile.
Nello specifico, io, pur essendo da sempre rigidamente eterosessuale, accettavo l'esistenza di scelte e gusti differenti dai miei; lui invece definiva “culattone” chiunque non condannasse l'omosessualità.
Data l'impossibilità di instaurare un dialogo sano, e siccome la comitiva era numerosa, avevo scelto di evitarlo dedicandomi alle presenze femminili.
Purtroppo domenica all'ora di pranzo, l'amico che ci aveva invitato era dovuto tornare in città per un urgenza improvvisa e aveva chiesto ai suoi ospiti di chiudere la baita per lui. Tutti dicemmo di si, ma come sempre succede, dopo pranzo iniziarono le defezioni. Chi doveva tornare presto perché la mattina dopo aveva una levataccia, chi doveva aiutare a casa, chi, semplicemente, voleva evitare il fastidio; fatto sta che rimanemmo solo io e lui a controllare che tutto fosse apposto. Chiusura delle finestre, svuotatura delle tubature dell'acqua perché col ghiaccio non scoppiassero, una rassettata generale per non lasciare sporco, eliminazione dei sacchetti della spazzatura... quando ci accingemmo a uscire fummo colti da un'improvvisa tempesta di vento e neve. Rientrammo in casa per attendere un attimo che si calmasse. Provammo di lì a mezzora, ma nulla, il tempo non migliorava. Fu solo dopo un paio d'ore, però che ci rendemmo conto che eravamo bloccati dalla tormenta.
La legna in casa non mancava, ravvivammo il fuoco del camino e ci mettemmo sul divano con una tazza di tè caldo in mano a riprendere la nostra discussione là dove la avevamo lasciata.
Mi si prospettava una seratina di merda.
Per rispondere ai pressanti deliri di lui mi trovai a controbattere per partito preso.
“ Lo sai che prenderlo nel culo stimola il punto G dell'uomo?”, dissi io.
“Allora è vero che sei un culattone?!”, mi incalzò lui.
“Ma neanche per il cazzo”, dissi io.
La cosa andò avanti fino a che decidemmo di andare a dormire.
Era libero il letto del padrone di casa, che era stato vantato per essere perfetto. Materasso di nuova generazione, caldo e perfettamente rilassante.
Ci mettemmo a discutere su chi ci avrebbe dormito. E nessuno aveva ceduto. Poi lui propose: “È grande, potremmo dormirci insieme.”
Io replicai: “ Dormire con un uomo? Fossi matto!”
“Se è vero quello che dici, che sei un vero uomo, – risposi lui - non dovresti avere paura a dormire con me.”
Eravamo da una decina di minuti sotto le coperte che sento lui girarsi e domandare: “Ma sarà vero che quelli provano piacere a fare certe cose?”
“Non lo so – risposi – e non è che mi interessi molto saperlo ad essere sinceri.”
Passarono un altro paio di minuti di silenzio poi lui disse: “ E se ci provassimo?”
“Se vuoi toccarmi il cazzo, fai pure, io a te non ti tocco” dissi in tono provocatorio. Non era un invito il mio, era un modo per farlo smettere di parlare per cominciare a dormire.
Tutto sembrava essersi acquetato che lo sento allungarmi una mano tra le cosce diretto verso il cazzo.
Rimasi paralizzato.
La sua mano accarezzò il mio attrezzo che subito reagì gonfiandosi. Non mi ero mosso, speravo che mi credesse addormentato e che la finisse lì. Ma quello comincia a muoverlo su e giù che mi diviene duro e arrapato. Infilala testa sotto le lenzuola ed avvicina la bocca prendendolo tra le labbra.
Un piacere intenso mi prese facendomi contrarre cosce e addominali. Lui sentendo il mugolio di piacere che mi era sfuggito dalla gola, aumentò l'impegno. Devo essere sincero, non durai molto: un fiotto di sperma entrò nella sua bocca. Lui non si fermò, continuò a cavarmi fino all'ultima goccia di piacere.
Quando tornò a respirare l'aria fredda della stanza, si ricompose: “Ti è piaciuto?”, domandò.
“Mi hai colto di sorpresa”, risposi io.
Poi mettendomi una mano sul cazzo e sentendo che ce lo avevo ancora duro, mi chiese: “ Me lo metti nel culo?”
“ No!”, risposi io.
Quella è l'unica volta che ho fatto sesso con un uomo.

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