La sorpresa di Roma

Non era sicuramente il momento, ma lei è comparsa all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno. Quando mi ha preso la mano, ho sentito un brivido percorrermi la schiena.
Ero appena arrivato in aeroporto a Roma la mia segretaria aveva programmato tutto, dovevo rientrare a Torino per cena. Ero appena arrivato per firmare un accordo per la fornitura di caffè con un importante produttore brasiliano. Mi aspettavo il solito noioso meeting tra cinquantenni, mai avrei creduto di vivere un’esperienza così travolgente.
In taxi squillavano tutti e due i cellulari, la mia segretaria che voleva sapere se ero arrivato, i soci che volevano accertarsi se andava tutto bene… mi sentivo assillato, mi mancavano quelle attenzioni fisiche e non le ossessioni mentali, so’ badare a me stesso, ho girato il mondo, non ho bisogno di attenzioni da chioccia, ma del brivido caldo che mi percorre la spina dorsale.
Varcata la soglia dell’ hotel, mi dirigo a passo svelto verso la reception, mi presento facendomi accompagnare nella saletta riservata, dove avrei firmato le carte, per poi fare un pranzo veloce e volare di nuovo a Torino…
Si apre la porta e mi si para davanti un uomo paffuto, con dei grossi baffoni bianchi, gesticola e parla veloce, faccio fatica a comprenderlo, son stato diverse volte in Brasile, ma il suo modo di parlare a voce alta mi innervosisce. Mi stringe forte la mano col suo anello d’oro… e poi si scosta per mostrarmi il sole!
Era una dea, una bellissima donna statuaria sui tacchi in pelle nera, con le lunghe gambe nascoste dal tubino, il seno turgido coi capezzoli su cui si appoggiava la camicia bianca di seta… la cascata di capelli neri le incorniciava il sorriso, con labbra carnose e denti bianchi. Delicatamente mi s’è avvicinata, presentadosi in italiano, stringendo la mano mi ha avvolto col suo profumo.
lei era Sheyla, brasiliana d.o.c., la traduttrice necessaria per concludere il contratto Era già tutto definito, ma io insistevo con le domande per poter stare ancora in sua compagnia. Il baffuto scocciato decide dunque di abbandonare la stanza, appena dopo la firma, lasciandoci per le ultime pratiche in italiano.
Ci siamo avvicinati senza rendercene conto e senza rendercene conto i vestiti sono scivolati sul pavimento di marmo scuro, scuro come i suoi occhi da cerbiatta… sentivo le sue labbra percorrere tutto il mio corpo, le mani morbide e curate accarezzarmi la schiena, mi parlava dolcemente nell’orecchio e avvertivo il suo respiro farsi sempre più profondo. Ho capito che era pronta e l’ho spinta sulla scrivania, aprendole le gambe, scoprendo che era una donna speciale, una donna che sapeva cosa vogliono gli uomini non era operata, e questo mi faceva impazzire!
Si è lasciata andare e ha mostrato tutto il suo corpo, mentre con le mani le stringevo le natiche. Poi si è accostata a me, facendo nuovamente scivolare le labbra , ha cominciato a baciare, leccare con avidità il mio pene, mi sentivo esplodere e la volevo tutta, l’ho girata cominciando a dondolarla, gemeva sottovoce, non mi sono fermato fino a quando non son stato soddisfatto.
Ero ancora eccitatissimo, perché volevo togliermi quella voglia, sì quella voglia che molti non hanno mai provato nella vita, ma che segretamente sognano, quelle sere che escono tardi dall’ufficio. La piccola trasgressione, la piccante delizia, tutto doveva essere completo, lei era stata mia, io volevo essere suo.
Ha dondolato su di me, coi capezzoli turgidi, il seno morbido sfregava sulla mia schiena. La sentivo bene, tutta dentro. Stavo bene anche così ed ho goduto di nuovo! Quando ci siamo salutati, l’ho guardata ancora una volta, abbracciandola ho capito che avevo vissuto un momento speciale, solo mio…
A Torino c’era la nebbia e faceva freddo, ma non dimenticherò mai il sole nei suoi occhi da cerbiatta, il calore di una donna speciale, capace di farmi provare emozioni inaspettate. No! Non era il momento, ma sono sicuro che ci voleva!

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27/10/2016 23:23

mirko

Poi ti sei svegliato tutto sudato!!! Che pirlata!!

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